Sex and the city…e vissero felici e contenti

13 Giugno, 2008

Sex and the City The Movie
Ieri sono andata a vedere Sex and the City. Gli elementi c’erano tutti: giornata stressante (grazie anche alla simpatica presenza di Mr. Bush a Roma, che mi ha fatto stare in macchina 3 ore per uno spostamento di qualche chilometro), 2 amiche e tanta voglia di distrarsi un po’. Si spengono le luci in sala e si parte. Alcuni punti di riferimento ce li teniamo stretti: i capelli rossi di Miranda, lo sguardo da cerbiatta di Charlotte, i famelici interessi di Samantha, le Manolo Blahnik di Carrie e il suo fidato Mac.

Il film già dall’inizio tradisce alcune delle caratteristiche costanti delle 6 stagioni della serie: diminuiscono i pranzi tra le ragazze e i drink nei locali più trendy di Manhattan, scompaiono del tutto le rubriche di Carrie e i discorsi disincantati e spesso caustici delle 4 single più note di New York sugli uomini. Il tutto per far posto a un’atmosfera serena di tante storie a lieto fine, tante case meravigliose e tanti, tanti soldi.

Insomma, la sindrome da “Mulino Bianco” ha colpito anche qui.

E per noi che alla fine ci districhiamo tra le normali difficoltà di una vita fatta di inconvenienti, nervosismi, bugie e fiducia mal riposta, di certo non ci fa pensare che un matrimonio con un vestito di Vivienne Westwood alla fine potrebbe capitare anche a noi…
Preferisco la rassicurante cellulite di Bridget Jones.


Io nel pensier mi fingo…

22 Maggio, 2008

…ove per poco il cor non si spaura.

…fiu…


Grazie.

18 Maggio, 2008

E\' per questo che tifo Roma

E’ per questo che tifo Roma. Grazie ragazzi.


…ssssssssshhh…

16 Maggio, 2008

Non succede…ma se succede…


…oh…mio…dio…

7 Maggio, 2008


…ma il Ministero delle Comunicazioni dove è finito? E soprattutto…cos’è il Ministero della SEMPLIFICAZIONE?!

…buio in sala, inizia lo spettacolo.


Si può fare (?!!)

23 Aprile, 2008

Dopo giorni di silenzio stampa, riesco finalmente a esprimere il mio sentimento per queste elezioni politiche. L’altro giorno un mio amico ipotizzava serate e serate di giocate a carte e di letture delle pagine degli spettacoli e dei gossip, chiaramente con un certo disgusto.

Eppure si arriva a un momento in cui non si ha più nulla da dire, e allora si preferisce postare un video, che parla molto più di quanto potrei fare io…e molto meglio!


Messaggio energetico della Littizzetto

23 Aprile, 2008

Ma pensa un po’.

Il Monte Bianco è cresciuto di due metri. Beato lui.
Escludendo che sia un fatto ormonale, se no gli spuntavano anche le tette, come la mettiamo?

Dicono che sia un accumulo di ghiaccio. Ma il pianeta non si stava surriscaldando?
Qui non si capisce più niente.

Neanche sulla temperatura della Terra riescono a mettersi d’accordo.
Però continuano a trifolarci l’anima co’ sta storia del risparmio dell’energia.
Noi facciamo di tutto:
chiudiamo i rubinetti quando ci laviamo i denti e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann, le lavatrici le facciamo di notte come i carbonari, mettiamo le lampadine a basso consumo, che quando le accendi, per un quarto d’ora, ti sembra di stare in una stalla, e chiudiamo il frigo, quando ancora abbiamo mezza mano dentro, a costo di tranciarcela via, per non lasciare il frigo aperto.
Però qualcuno mi deve spiegare, mi deve dare un motivo 1 del perchè, nelle città, si lasciano interi grattacieli di uffici tutti accesi per tutta la notte, e nessuno dice nulla. Non c’è uno che fa un plissè. Torrioni accesi a giorno. Luminarie da casinò di Las Vegas. Con un computer ad ogni scrivania, acceso pure quello.
Ma che ci vuole a obbligare gli uffici a spegnere le luci?

E già che ci siamo, a installare le lampadine a basso consumo?
Ci avete fatto venire due lampadari di Murano così, con le «basso consumo», e poi?
No, perchè io posso anche leggere a letto solo alla luce del lampione di sotto per risparmiare energia, ma se poi mi sta completamente acceso il grattacielo di fronte mi sento lievemente presa per il culo.
E i frigoriferi dei supermercati?

Ne vogliamo parlare?

Che fa un freddo che neanche in Alaska?
Che se tu passi per il corridoio degli yogurt, ti devi mettere il passamontagna e le moffole e arrivi alla cassa coi baffi pieni di brina?
Non è spreco di energia anche quello?

E’ il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo? Mi chiedo.
Che se compri un etto di burro, poi, per cucinare devi stirarlo, altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega?

Ci sono frigoriferi da banco lunghi sessanta metri.
All’altezza dei salami ti comincia a colare il naso, ai latticini hai la punta delle dita blu, davanti alla pasta per le pizze cominci ad avere la broncopleurite, quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento, e ti butti sul girarrosto coi polli che sfrigolano, perchè ti sembra di entrare in una baita al caldo.
Ma mettete una porta a ’sti frigo. Che consumano un lago artificiale di corrente al giorno.
E i led luminosi che noi dobbiamo spegnere, pena la distruzione del pianeta? Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala?
Noi li spegniamo, sì sì. Poi andiamo al ’super’ e ci sono 42 televisioni accese che trasmettono tutte lo stesso programma.
Questi non sono sprechi di energia, cari politici miei?
I casi sono due.
O cercate di risolvere in qualche modo la questione o se no dite: il risparmio energetico era una delle solite nostre cazzate, fate pure quel che volete, usate il laser per tagliare il salmone e lavatevi i denti nella vasca da bagno!

Luciana Littizzetto


The face of tomorrow

9 Aprile, 2008

Il ricordo di ogni viaggio è ancora più vivo se tra le foto ci sono anche quelle delle facce che abbiamo incontrato. Un viso può testimoniare l’aria, i luoghi, gli odori di un posto molto più di un panorama. E cosi Mike Mike, un fotografo sudafricano ha dato vita ad un progetto partecipativo molto interessante.

Si chiama The Face of Tomorrow e si poggia sull’idea di voler identificare le città del mondo dalla rappresentazione di un volto tipico. Frutto della globalizzazione, delle fusioni tra diverse culture e atmosfere, ogni faccia è la sintesi delle diverse testimonianze di una città, attraverso l’elaborazione digitale. 100 foto per un viso. Un morphing etnico e culturale che dà come espressione finale il risultato di generazioni e origini diverse.

Prendiamo Amsterdam, ad esempio. L’idea è di tante persone dalla pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Invece il risultato, differenziato per uomini e donne, è sorprendente: pelle olivastra e occhi castani. Un esempio visivo, e forse per questo ancora più efficace, della potenza della globalizzazione.

The Face of Tomorrow


Qui champagne non ne teniamo

27 Marzo, 2008

bambolina voodoo

Qualche anno fa in un pomeriggio qualsiasi, ero da Feltrinelli. Curiosando nel reparto degli oggetti e dei giochi, trovai una bambolina voodoo giocattolo con i capelli di lana, tutta vestita di juta e con una serie di spilloni bianchi di plastica, sigillati separatamente.

Un vero e proprio kit per augurare con tutte le proprie forze ogni sorta di malanno e di disgrazia alla persona che in quel momento ci fa passare notti insonni e giorni pieni di pensieri.

Ho fissato la confezione per un po’, divertita dall’idea, perplessa per il fatto che il giocattolo si trovasse nel settore ragazzi della libreria, e un po’ tentata.

Poi mi sono detta: “Attenta, non scherziamo con queste cose…con questi chiari di luna si rischia che tutta la negatività mi rimbalzi addosso, per carità!”. E così non la comprai, nè capitò più di incrociarla sugli scaffali di una libreria.

Ogni tanto ci ripenso, alle volte mi piacerebbe averne una per le mani, usarla dieci minuti e rimetterla al suo posto, nella scatola.

Oddio, speriamo che non porti sfiga avere scelto questa immagine…


…ssssssshhhh!

22 Marzo, 2008

campionato serie a 22.03.08
…buona pasqua (laica) a tutti!