Archivio per Dicembre 2007

Yakamoz: riflesso di luna sull’acqua

29 Dicembre, 2007

YakamozLa prima volta che ho sentito questa parola, pensavo si trattasse del fratello minore del Nabaztag, lanciato sul mercato proprio a ridosso del Natale, per invogliare le persone a presentarsi sotto l’albero con il regalo “più più più”, quello a cui nessun altro avesse pensato.

E invece no. Yakamoz, una parola turca, vuol dire riflesso di luna sull’acqua ed è stata eletta come l’espressione più bella. Questa espressione deve il suo significato, oltre che a quello letterale, anche alla composizione di microorganismi che creandosi sott’acqua danno alle onde delle acque del Bosforo un particolare scintillio. La rivista tedesca Kulturaustausch (argh…che parola ostica, tanto per rimanere in tema!) ha voluto lanciare una sfida tra centinaia di termini inviati da 58 paesi diversi, di ogni continente. L’ultimo mese la giuria ha selezionato le migliori 7 e alla fine di quest’anno ha decretato che la parola turca non avesse rivali.

Oltre alla vincitrice, le altre sei classificate sono:

-Hu lu (Cina), che vuol dire: dormire respirando profondamente, ma per alcuni anche russare (!!!)

-Volongoto (Africa, Baganda): caotico

-Oppholdsvaer (Norvegia): la luce del giorno dopo la pioggia

-Madala (Africa, popolo Hausa): grazie a Dio

-Saudade (Brasile): nostalgia

-Perekotipole (Ucraina): il corridore del deserto

La prima espressione italiana va ricercata tra le prime 20 e precisamente, manco a farlo apposta, al 17° posto…

Signore e signori, l’espressione italiana che si merita un posto tra le prime venti parole più belle del mondo è: IELLA.

Non solo non sto scherzando, ma non nascondo il mio orgoglio nell’essere rappresentata da una parola così densa di significato, storia e tradizione e soprattutto tanto rappresentativa di una cultura di un popolo. Tutto questo mi suggerisce di mettermi a lavoro per realizzare al più presto il secondo capitolo dedicato alle Leggi di Murphy

If anything can go wrong, it will – prima parte –

22 Dicembre, 2007

Paperino Donald Duck

Iniziamo oggi un ciclo di trattazioni sulle leggi di Murphy, definite in origine da Arthur Bloch, qui rivedute e corrette sulla base di una serie insopportabile di manifestazioni concrete della loro esistenza. Per comodità di lettura, e per fissare in modo più efficace una serie di dettagli in modo che vengano riconosciute in modo sempre più automatico, le suddividerò per argomenti.

Iniziamo con uno dei contesti più noti e più frequenti: l’automobile.

1- Le probabilità di incontrare un benzinaio (possibilmente aperto), sono inversamente proporzionali al bisogno di fare benzina.

2- Se al termine di una ricerca spasmodica e fatalista si è di fronte al miracolo di un parcheggio disponibile, appena si inserisce la retromarcia per far proprio il posto individuato, un dannato pedone si guadagnerà il marciapiede passando esattamente dietro di noi.

2bis- Il suddetto pedone, nell’intraprendere l’attraversamento dietro l’automobile, si troverà esattamente nel punto morto dello specchietto retrovisore.

3- Il grado di urgenza che si ha nel raggiungere un certo luogo è direttamente proporzionale al grado altrui (che diamo per scontato sia molto alto) di inabilità alla guida.

3bis- Più si vorrebbe andare veloce, più l’auto davanti procederà ad una velocità da pedone.

4- Se il parabrezza dell’auto è sporco da far schifo, il liquido per il tergicristalli non sarà del tutto finito, ma sarà disponibile per quel tanto da rendere ancora più difficoltosa la visibilità.

5- Se l’automobile avesse bisogno di una revisione dal meccanico, tenderà a manifestare questa necessità contemporaneamente ad altre spese sostanziose che devono essere sostenute necessariamente in quello stesso momento.

5bis- …il più delle volte un paio di giorni prima della partenza per le vacanze (in cui ovviamente è previsto di muoversi con la macchina, e proprio la nostra…).

…sciao…

19 Dicembre, 2007

Il grande, grandissimo Mario BregaA.A.A: a tutti i romani afflitti dal fattore “sc”, ovvero quella innata incapacità di pronunciare correttamente la lettera C, da cui discendono: sciao, scioè, amisci, scialda, riscerca, codisce, sosciologia…e potrei continuare tranquillamente ancora per una descina di righe…HO TROVATO LA SOLUZIONE!

Trattasi di un piccolo artefizio, suggeritomi da un amico sisciliano che dopo un serio corso di dizione ha completamente perso il suo accento. Basta pronunciare una piccola T, prima della consonante incriminata.

Io tci sto provando, anche se per ora i risultati sono davvero poco soddisfatcenti

A Natale siamo tutti più buoni?

17 Dicembre, 2007

Ieri pomeriggio ho dato una mano all’Amka, una onlus che realizza progetti di sviluppo nei paesi del sud del mondo, a cominciare dalla Repubblica Democratica del Congo. E così, armata delle mie più benevole intenzioni, mi sono tuffata nel meraviglioso tourbillon tipico di questo periodo, contraddistinto da uno dei più noti sport della stagione: l’accanita corsa ai regali. L’Amka aveva un punto di raccolta alla libreria Mondadori di via Cola di Rienzo e così, in cambio di pacchetti regalo, i più benevoli lasciavano un piccolo obolo (a volte estorto, anche se con un sorriso). Dalla piccola indagine di mercato che ho svolto durante l’impacchettamento posso dire con tutta certezza che i libri che più spesso troveranno posto sotto gli alberi di Natale degli italiani saranno:

  • Mondo senza fine di Ken Follett (tengo a sottolineare che il libro ha 1367 pagine…)
  • L’ amore e il potere. Da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana di Bruno Vespa, disponibile nelle versioni per lei (con copertina fuscia) e per lui (con copertina maschia, nera)
  • Il giorno in più di Fabio Volo. Il libro in più, mi verrebbe da chiamarlo…
  • L’ impero dei draghi di Valerio Massimo Manfredi. Mi raccomando, non guardate mai la quarta di copertina, la foto è davvero inquietante.

Ma se tanto mi dà tanto, se l’Amka aiuta il Congo, e io ho aiutato l’Amka facendo anche pacchetti per il libro di Bruno Vespa, allora anche Vespa aiuta il Congo?!

…alle volte i sillogismi non tengono…

benvenuti, BENVENUTI, bENVENUTI, bEnVeNuTi

15 Dicembre, 2007

Esercizi di stile, Einaudi, traduzione di Umberto Eco, 1983

Wow…il mio primo post!

Questo blog nasce dalla libera ispirazione al libro di Raymond Queneau . Questa raccolta di scritti mi ha portato a pensare che esistono infiniti modi per descrivere qualsiasi cosa, dipende solo dall’atmosfera che si vuole creare e dal messaggio che si vuole dare. Nessun limite quindi al pensiero e alla creatività. Basti pensare che tutto il libro si snoda attraverso la descrizione di un semplice fatto: a bordo di un autobus, a mezzogiorno, un uomo si lamenta per le spinte e la folla. Appena può si siede. Più tardi, racconta il tutto ad un amico, che gli dice di mettere un bottone sul suo soprabito.

E da questo ne sono nate 99 diverse rappresentazioni.

Tutto (?!) qui.