Iniziamo oggi un ciclo di trattazioni sulle leggi di Murphy, definite in origine da Arthur Bloch, qui rivedute e corrette sulla base di una serie insopportabile di manifestazioni concrete della loro esistenza. Per comodità di lettura, e per fissare in modo più efficace una serie di dettagli in modo che vengano riconosciute in modo sempre più automatico, le suddividerò per argomenti.
Iniziamo con uno dei contesti più noti e più frequenti: l’automobile.
1- Le probabilità di incontrare un benzinaio (possibilmente aperto), sono inversamente proporzionali al bisogno di fare benzina.
2- Se al termine di una ricerca spasmodica e fatalista si è di fronte al miracolo di un parcheggio disponibile, appena si inserisce la retromarcia per far proprio il posto individuato, un dannato pedone si guadagnerà il marciapiede passando esattamente dietro di noi.
2bis- Il suddetto pedone, nell’intraprendere l’attraversamento dietro l’automobile, si troverà esattamente nel punto morto dello specchietto retrovisore.
3- Il grado di urgenza che si ha nel raggiungere un certo luogo è direttamente proporzionale al grado altrui (che diamo per scontato sia molto alto) di inabilità alla guida.
3bis- Più si vorrebbe andare veloce, più l’auto davanti procederà ad una velocità da pedone.
4- Se il parabrezza dell’auto è sporco da far schifo, il liquido per il tergicristalli non sarà del tutto finito, ma sarà disponibile per quel tanto da rendere ancora più difficoltosa la visibilità.
5- Se l’automobile avesse bisogno di una revisione dal meccanico, tenderà a manifestare questa necessità contemporaneamente ad altre spese sostanziose che devono essere sostenute necessariamente in quello stesso momento.
5bis- …il più delle volte un paio di giorni prima della partenza per le vacanze (in cui ovviamente è previsto di muoversi con la macchina, e proprio la nostra…).
Tag: Arthur Bloch, auto, leggi di Murphy, Paperino, parcheggi, sfiga

25 Dicembre, 2007 alle 7:11 pm |
[...] posso? Mi sentirei di consigliarti un’altra piccola applicazione delle leggi di Muphy così ben descritte da te. Un’applicazione squisitamente [...]
27 Dicembre, 2007 alle 5:41 pm |
perché è tutto così dannatamente vero?!
27 Dicembre, 2007 alle 8:01 pm |
@picchio: …è la forza delle leggi di murphy! Se ci pensi, ogni volta che ti cade a terra una fetta di pane con la marmellata, non è SEMPRE quella la parte tragicamente rivolta verso il pavimento?!
29 Dicembre, 2007 alle 11:37 am |
[...] sarebbe opportuno ricordare che c’è chi ha compiuto seri studi sulla legge di Murphy, come Robert A. J. Matthews [...]
13 Gennaio, 2008 alle 7:14 pm |
[...] anything can go wrong, it will – seconda parte - Come avevo avuto modo di annunciare qui, è giunta ora di dare voce (e seguito) alle incredibilmente frequenti alchimie metropolitane che [...]