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Dimmi cosa leggi…

5 Gennaio, 2008

testata_books.jpgIl Web 2.0 come tutte le grandi rivoluzioni ha spesso cadute di tono o manifestazioni ridondanti di alcuni concetti chiave.

Personalmente trovo che Twitter sia una di queste. Perchè mai mi dovrebbe interessare di condividere con uno sconosciuto il fatto che si stiano andando a comprare dei mandarini o che si stia facendo la fila alla posta per pagare la bolletta del gasse?! E come Twitter ce ne sono tanti altri.

Il concetto di condivisione, però, trovo che sia stato applicato nel modo più creativo ed interessante da un ragazzo di Hong Kong che un giorno in libreria, dopo aver comprato un libro, chiese alla commessa di poter avere i nomi delle persone che avevano comprato il suo stesso libro. La ragazza gli disse di no e fu proprio quel NO a dare il via ad un progetto che a mio parere è uno dei frutti più belli del Web 2.0.

Questo frutto si chiama aNobii ed è un social network che ruota attorno alla gente che legge. Il nome deriva da Anobium punctatum, l’insetto conosciuto anche come bookworm, il “verme dei libri”, espressione usata nei paesi anglosassoni per indicare chi passa molto tempo sui libri.

Creandosi un account, ognuno potrà inserire i propri libri preferiti nella propria libreria virtuale, contrassegnando le letture come non ancora iniziate, in corso, terminate o abbandonate (capita, ah se capita!). Si può dare un voto ad ogni libro che è stato letto. E i lettori meno gelosi dei propri libri, possono anche scambiarli, venderli o prestarli. Insomma, una nuova forma di bookcrossing, solo sul Web, anzichè sulla panchina di un parco.

Il sito segnala le librerie che condividono con la nostra alcune letture e ci si può mettere in contatto con loro per scambiarsi opinioni, consigli, o libri, appunto.

Insomma, la vera condivisione. La condivisione di una passione. Dimmi cosa leggi…

A Natale siamo tutti più buoni?

17 Dicembre, 2007

Ieri pomeriggio ho dato una mano all’Amka, una onlus che realizza progetti di sviluppo nei paesi del sud del mondo, a cominciare dalla Repubblica Democratica del Congo. E così, armata delle mie più benevole intenzioni, mi sono tuffata nel meraviglioso tourbillon tipico di questo periodo, contraddistinto da uno dei più noti sport della stagione: l’accanita corsa ai regali. L’Amka aveva un punto di raccolta alla libreria Mondadori di via Cola di Rienzo e così, in cambio di pacchetti regalo, i più benevoli lasciavano un piccolo obolo (a volte estorto, anche se con un sorriso). Dalla piccola indagine di mercato che ho svolto durante l’impacchettamento posso dire con tutta certezza che i libri che più spesso troveranno posto sotto gli alberi di Natale degli italiani saranno:

  • Mondo senza fine di Ken Follett (tengo a sottolineare che il libro ha 1367 pagine…)
  • L’ amore e il potere. Da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana di Bruno Vespa, disponibile nelle versioni per lei (con copertina fuscia) e per lui (con copertina maschia, nera)
  • Il giorno in più di Fabio Volo. Il libro in più, mi verrebbe da chiamarlo…
  • L’ impero dei draghi di Valerio Massimo Manfredi. Mi raccomando, non guardate mai la quarta di copertina, la foto è davvero inquietante.

Ma se tanto mi dà tanto, se l’Amka aiuta il Congo, e io ho aiutato l’Amka facendo anche pacchetti per il libro di Bruno Vespa, allora anche Vespa aiuta il Congo?!

…alle volte i sillogismi non tengono…