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If anything can go wrong, it will – terza parte -

15 Luglio, 2008

If anything can go wrong, it willQuesta è una legge di Murphy all’impronta, alla quale ho deciso di dedicare un post apposito vista la drammatica frequenza con cui questa alchimia si presenta. Purtroppo la maggior parte delle persone ha a che fare con una scatola di medicinali, non foss’altro per ricorrere al salvami-la-vita-dopo-un’atroce-bevuta (l’aspirina)…

Dicevo quindi, avendo tutti noi abbiamo a che fare con le medicine e quindi con le “di loro scatole”. Vengo subito al dunque: OGNI volta, dico ogni volta, che si apre una scatola di medicinali lo si fa dal lato del foglietto illustrativo.

A quel punto le possibilità sono due:

1 – richiudere la scatola e aprire l’altro lato (ma tanto oramai il lato incriminato non è più intonso e quindi ci si ricadrà tutte le sante volte, da qui ad infinito)…

2 – visto che lo si ha tra le mani, APRIRE il foglietto illustrativo del farmaco e correre a leggere gli effetti indesiderati (che puntualmente si manifestano tutti, salvo poi scomparire appena passata la suggestione) e poi avventurarsi nella meravigliosa avventura del “riusciranno i nostri eroi a ripiegare il foglietto di cui sopra senza ricorrere all’aiuto di un ingegnere”?

E visto che di Leggi di Murphy si tratta…l’esito è scontato…!

Qui champagne non ne teniamo

27 Marzo, 2008

bambolina voodoo

Qualche anno fa in un pomeriggio qualsiasi, ero da Feltrinelli. Curiosando nel reparto degli oggetti e dei giochi, trovai una bambolina voodoo giocattolo con i capelli di lana, tutta vestita di juta e con una serie di spilloni bianchi di plastica, sigillati separatamente.

Un vero e proprio kit per augurare con tutte le proprie forze ogni sorta di malanno e di disgrazia alla persona che in quel momento ci fa passare notti insonni e giorni pieni di pensieri.

Ho fissato la confezione per un po’, divertita dall’idea, perplessa per il fatto che il giocattolo si trovasse nel settore ragazzi della libreria, e un po’ tentata.

Poi mi sono detta: “Attenta, non scherziamo con queste cose…con questi chiari di luna si rischia che tutta la negatività mi rimbalzi addosso, per carità!”. E così non la comprai, nè capitò più di incrociarla sugli scaffali di una libreria.

Ogni tanto ci ripenso, alle volte mi piacerebbe averne una per le mani, usarla dieci minuti e rimetterla al suo posto, nella scatola.

Oddio, speriamo che non porti sfiga avere scelto questa immagine…

If anything can go wrong, it will – seconda parte –

13 Gennaio, 2008

Il ragionier Pierugo FantozziCome avevo avuto modo di annunciare qui, è giunta ora di dare voce (e seguito) alle incredibilmente frequenti alchimie metropolitane che caratterizzano le nostre giornate e che per ragioni di immediatezza e di coerenza, rientrano nella categoria Leggi di Murphy.

Dopo aver dato parziale spazio alle leggi legate all’automobile (a proposito, chiunque voglia ampliare la lista è il benvenuto), si possono passare in rassegna altri contesti, sicuri che ce ne siano ancora molti, e inesplorati.

Per aprire questa seconda parte, più che considerare un contesto, penso sia meglio definire una condizione: la fretta.

1. Se la tua giornata, diligentemente scandita da una tabella di marcia stile Fantozzi (augurandoci che nessuno si lanci dalla finestra con vista sulla tangenziale per prendere l’autobus, anche perchè gli esiti sfuggirebbero anche alle leggi di murphy, ma rientrerebbero solo in una gamma più o meno estesa di incoscienza), prevede solo per quel giorno una new entry assolutamente indispensabile, ebbene sarà proprio questa a scombinare tutto il ruolino personale, nonostante siano stati previsti ampi margini temporali per portarla a termine.

1-bis: Se si tratta di un prelievo al bancomat, la scena sarà questa: davanti allo sportello ci saranno due persone. La prima si sbrigherà in poco tempo e ci porterà a considerare la nostra eccessiva prudenza nell’aver anticipato di ben 20 minuti l’uscita da casa, ma la seconda…ah, la seconda. E’ lì, davanti a noi, unico ostacolo per raggiungere la meta e penseremo “beh, un minuto ed è fatta…”. Invece no. Con stupore i minuti passeranno e la persona sarà sempre lì. Appena la macchina gli restituisce il tesserino, questa diligentemente (e secondo me anche con un filo di cattiveria verso il mondo) lo reinserisce, perchè dopo aver prelevato i soldi, non può astenersi dal chiedere saldo e movimenti del conto, acquistare una ricarica telefonica, fare un offerta a telethon e monitorare la situazione di titoli e obbligazioni. La cosa meravigliosa, in grado di fare uscire il fumo dalle narici e iniziare la carica a mo’ di toro durante una corrida, sarà infine la sua espressione al termine di queste consultazioni plenarie: una totale e autentica innocenza.

1-ter: Stessa cosa dicasi per le file agli uffici postali, con una variante. Di solito all’orario di apertura ci sono persone per lo più sopra i 60 anni, che avrebbero tutta la mattinata per sbrigare le loro faccende di bollette, raccomandate e conticorrenti…e invece no. Non solo stanno lì (e noi magari abbiamo lasciato la macchina con 10 frecce parcheggiandola in bilico tra un cassonetto e un suv), ma faranno le veci della persona di cui sopra che ci separa dal prelievo al bancomat.

Cosa mi sono dimenticata?

Yakamoz: riflesso di luna sull’acqua

29 Dicembre, 2007

YakamozLa prima volta che ho sentito questa parola, pensavo si trattasse del fratello minore del Nabaztag, lanciato sul mercato proprio a ridosso del Natale, per invogliare le persone a presentarsi sotto l’albero con il regalo “più più più”, quello a cui nessun altro avesse pensato.

E invece no. Yakamoz, una parola turca, vuol dire riflesso di luna sull’acqua ed è stata eletta come l’espressione più bella. Questa espressione deve il suo significato, oltre che a quello letterale, anche alla composizione di microorganismi che creandosi sott’acqua danno alle onde delle acque del Bosforo un particolare scintillio. La rivista tedesca Kulturaustausch (argh…che parola ostica, tanto per rimanere in tema!) ha voluto lanciare una sfida tra centinaia di termini inviati da 58 paesi diversi, di ogni continente. L’ultimo mese la giuria ha selezionato le migliori 7 e alla fine di quest’anno ha decretato che la parola turca non avesse rivali.

Oltre alla vincitrice, le altre sei classificate sono:

-Hu lu (Cina), che vuol dire: dormire respirando profondamente, ma per alcuni anche russare (!!!)

-Volongoto (Africa, Baganda): caotico

-Oppholdsvaer (Norvegia): la luce del giorno dopo la pioggia

-Madala (Africa, popolo Hausa): grazie a Dio

-Saudade (Brasile): nostalgia

-Perekotipole (Ucraina): il corridore del deserto

La prima espressione italiana va ricercata tra le prime 20 e precisamente, manco a farlo apposta, al 17° posto…

Signore e signori, l’espressione italiana che si merita un posto tra le prime venti parole più belle del mondo è: IELLA.

Non solo non sto scherzando, ma non nascondo il mio orgoglio nell’essere rappresentata da una parola così densa di significato, storia e tradizione e soprattutto tanto rappresentativa di una cultura di un popolo. Tutto questo mi suggerisce di mettermi a lavoro per realizzare al più presto il secondo capitolo dedicato alle Leggi di Murphy

If anything can go wrong, it will – prima parte –

22 Dicembre, 2007

Paperino Donald Duck

Iniziamo oggi un ciclo di trattazioni sulle leggi di Murphy, definite in origine da Arthur Bloch, qui rivedute e corrette sulla base di una serie insopportabile di manifestazioni concrete della loro esistenza. Per comodità di lettura, e per fissare in modo più efficace una serie di dettagli in modo che vengano riconosciute in modo sempre più automatico, le suddividerò per argomenti.

Iniziamo con uno dei contesti più noti e più frequenti: l’automobile.

1- Le probabilità di incontrare un benzinaio (possibilmente aperto), sono inversamente proporzionali al bisogno di fare benzina.

2- Se al termine di una ricerca spasmodica e fatalista si è di fronte al miracolo di un parcheggio disponibile, appena si inserisce la retromarcia per far proprio il posto individuato, un dannato pedone si guadagnerà il marciapiede passando esattamente dietro di noi.

2bis- Il suddetto pedone, nell’intraprendere l’attraversamento dietro l’automobile, si troverà esattamente nel punto morto dello specchietto retrovisore.

3- Il grado di urgenza che si ha nel raggiungere un certo luogo è direttamente proporzionale al grado altrui (che diamo per scontato sia molto alto) di inabilità alla guida.

3bis- Più si vorrebbe andare veloce, più l’auto davanti procederà ad una velocità da pedone.

4- Se il parabrezza dell’auto è sporco da far schifo, il liquido per il tergicristalli non sarà del tutto finito, ma sarà disponibile per quel tanto da rendere ancora più difficoltosa la visibilità.

5- Se l’automobile avesse bisogno di una revisione dal meccanico, tenderà a manifestare questa necessità contemporaneamente ad altre spese sostanziose che devono essere sostenute necessariamente in quello stesso momento.

5bis- …il più delle volte un paio di giorni prima della partenza per le vacanze (in cui ovviamente è previsto di muoversi con la macchina, e proprio la nostra…).