YakamozLa prima volta che ho sentito questa parola, pensavo si trattasse del fratello minore del Nabaztag, lanciato sul mercato proprio a ridosso del Natale, per invogliare le persone a presentarsi sotto l’albero con il regalo “più più più”, quello a cui nessun altro avesse pensato.

E invece no. Yakamoz, una parola turca, vuol dire riflesso di luna sull’acqua ed è stata eletta come l’espressione più bella. Questa espressione deve il suo significato, oltre che a quello letterale, anche alla composizione di microorganismi che creandosi sott’acqua danno alle onde delle acque del Bosforo un particolare scintillio. La rivista tedesca Kulturaustausch (argh…che parola ostica, tanto per rimanere in tema!) ha voluto lanciare una sfida tra centinaia di termini inviati da 58 paesi diversi, di ogni continente. L’ultimo mese la giuria ha selezionato le migliori 7 e alla fine di quest’anno ha decretato che la parola turca non avesse rivali.

Oltre alla vincitrice, le altre sei classificate sono:

-Hu lu (Cina), che vuol dire: dormire respirando profondamente, ma per alcuni anche russare (!!!)

-Volongoto (Africa, Baganda): caotico

-Oppholdsvaer (Norvegia): la luce del giorno dopo la pioggia

-Madala (Africa, popolo Hausa): grazie a Dio

-Saudade (Brasile): nostalgia

-Perekotipole (Ucraina): il corridore del deserto

La prima espressione italiana va ricercata tra le prime 20 e precisamente, manco a farlo apposta, al 17° posto…

Signore e signori, l’espressione italiana che si merita un posto tra le prime venti parole più belle del mondo è: IELLA.

Non solo non sto scherzando, ma non nascondo il mio orgoglio nell’essere rappresentata da una parola così densa di significato, storia e tradizione e soprattutto tanto rappresentativa di una cultura di un popolo. Tutto questo mi suggerisce di mettermi a lavoro per realizzare al più presto il secondo capitolo dedicato alle Leggi di Murphy

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