Il ragionier Pierugo FantozziCome avevo avuto modo di annunciare qui, è giunta ora di dare voce (e seguito) alle incredibilmente frequenti alchimie metropolitane che caratterizzano le nostre giornate e che per ragioni di immediatezza e di coerenza, rientrano nella categoria Leggi di Murphy.

Dopo aver dato parziale spazio alle leggi legate all’automobile (a proposito, chiunque voglia ampliare la lista è il benvenuto), si possono passare in rassegna altri contesti, sicuri che ce ne siano ancora molti, e inesplorati.

Per aprire questa seconda parte, più che considerare un contesto, penso sia meglio definire una condizione: la fretta.

1. Se la tua giornata, diligentemente scandita da una tabella di marcia stile Fantozzi (augurandoci che nessuno si lanci dalla finestra con vista sulla tangenziale per prendere l’autobus, anche perchè gli esiti sfuggirebbero anche alle leggi di murphy, ma rientrerebbero solo in una gamma più o meno estesa di incoscienza), prevede solo per quel giorno una new entry assolutamente indispensabile, ebbene sarà proprio questa a scombinare tutto il ruolino personale, nonostante siano stati previsti ampi margini temporali per portarla a termine.

1-bis: Se si tratta di un prelievo al bancomat, la scena sarà questa: davanti allo sportello ci saranno due persone. La prima si sbrigherà in poco tempo e ci porterà a considerare la nostra eccessiva prudenza nell’aver anticipato di ben 20 minuti l’uscita da casa, ma la seconda…ah, la seconda. E’ lì, davanti a noi, unico ostacolo per raggiungere la meta e penseremo “beh, un minuto ed è fatta…”. Invece no. Con stupore i minuti passeranno e la persona sarà sempre lì. Appena la macchina gli restituisce il tesserino, questa diligentemente (e secondo me anche con un filo di cattiveria verso il mondo) lo reinserisce, perchè dopo aver prelevato i soldi, non può astenersi dal chiedere saldo e movimenti del conto, acquistare una ricarica telefonica, fare un offerta a telethon e monitorare la situazione di titoli e obbligazioni. La cosa meravigliosa, in grado di fare uscire il fumo dalle narici e iniziare la carica a mo’ di toro durante una corrida, sarà infine la sua espressione al termine di queste consultazioni plenarie: una totale e autentica innocenza.

1-ter: Stessa cosa dicasi per le file agli uffici postali, con una variante. Di solito all’orario di apertura ci sono persone per lo più sopra i 60 anni, che avrebbero tutta la mattinata per sbrigare le loro faccende di bollette, raccomandate e conticorrenti…e invece no. Non solo stanno lì (e noi magari abbiamo lasciato la macchina con 10 frecce parcheggiandola in bilico tra un cassonetto e un suv), ma faranno le veci della persona di cui sopra che ci separa dal prelievo al bancomat.

Cosa mi sono dimenticata?

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