Il ricordo di ogni viaggio è ancora più vivo se tra le foto ci sono anche quelle delle facce che abbiamo incontrato. Un viso può testimoniare l’aria, i luoghi, gli odori di un posto molto più di un panorama. E cosi Mike Mike, un fotografo sudafricano ha dato vita ad un progetto partecipativo molto interessante.

Si chiama The Face of Tomorrow e si poggia sull’idea di voler identificare le città del mondo dalla rappresentazione di un volto tipico. Frutto della globalizzazione, delle fusioni tra diverse culture e atmosfere, ogni faccia è la sintesi delle diverse testimonianze di una città, attraverso l’elaborazione digitale. 100 foto per un viso. Un morphing etnico e culturale che dà come espressione finale il risultato di generazioni e origini diverse.

Prendiamo Amsterdam, ad esempio. L’idea è di tante persone dalla pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Invece il risultato, differenziato per uomini e donne, è sorprendente: pelle olivastra e occhi castani. Un esempio visivo, e forse per questo ancora più efficace, della potenza della globalizzazione.

The Face of Tomorrow

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