Ogni tanto in questo blog ci sono riferimenti a volte lontani altre del tutto tangibili del fatto che il calcio faccia parte delle mie settimane e delle mie domeniche.

Ebbene sì! (“E lo rivendico con orgoglio”, come direbbe Daniela/Cortellesi/Santanché…)

Sì. Quando posso vado allo stadio, la domenica (il sabato, il martedì, il mercoledì) guardo le partite in tv, durante il giorno (a volte anche in ufficio…oooops) leggo notizie su internet. Sì. Mi piace e mi diverte. E mi divertono anche le reazioni delle donne e degli uomini a questo mio interesse.

Le donne:

Dopo averti detto che…“magari ci si potrebbe vedere per un caffè/aperitivo/cena domani sera

e avendole tu fatto notare che…”…nnno, non si può fare: ci sarebbe la partita…”,

manifestano tutta la loro spontanea falsità dicendoti “beh, figurati…mica te la voglio far perdere per un caffè…“.

E tu con la coda tra le gambe ti dici che “sì, in effetti la partita di andata degli ottavi di finale di Coppa Italia non posso proprio perderla”.

Gli uomini:

Ti vedono una domenica pomeriggio in qualche salotto fumoso e birroso e ti guardano con l’espressione “forte questa, almeno non rompe quando uno vuole vedere la partita!“.

Allora tu prendi coraggio e, dopo esserti documentata – se necessario anche la notte – su gli ultimi sviluppi dell’infortunio al tendine rotuleo del tal giocatore, intervieni in una delle settemila discussioni calcistiche che i maschi fanno nel corso di una serata.

Il tuo intervento, seppur ben presentato, cade nel vuoto. E così anche i due, umilianti, richiami. E allora sia, ascolti per imparare.

Poi passano i mesi, e arriva la stagione del fantacalcio. “Mmmmmmh, quest’anno vorrei proprio giocare con loro…”

E così ti fai avanti, sei anche disposta a recitare a memoria l’intero regolamento pur di poter entrare a far parte di quell’Olimpo. I maschi ridacchiano, si divertono davanti e dietro le tue spalle. Ti fanno qualche domanda, ad esempio: “quanti punti in meno prende un portiere se non para un rigore?

E tu lo sai e lo gridi: “Tre!”

Ma il tuo destino è già scritto. E’ fatto di due lettere: la prima è N e la seconda…O.

E tu pesti i piedi, strilli (tanto qualcosa della donnetta isterica potrai pure permettertela!), protesti. Niente. Ora va bene vedere le partite insieme, magari anche andare allo stadio però, come si dice dalle mie parti, mò nun s’allargamo..!

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