Archivi per la categoria: Esercizi di stile

Era sabato mattina, mi hanno caricato in macchina assieme a quel cucciolone di mastino napoletano per andare chissà dove. C’era molto sole e faceva un caldo… A un certo punto mi fanno scendere, arrivano due tipi che mi guardano e parlottano fra loro. Mi mettono un collare nuovo, scomodissimo, e Sonia inizia a farmi le foto. Mi metto in posa, non si deve mai sottovalutare un momento di notorietà, non si sa mai. Poi i due tipi mi caricano in macchina, senza nemmeno chiedermene il parere. Mi arriva tanto vento in faccia, ma qualcosa non mi torna e inizio ad agitarmi. Iniziamo un viaggio che ha tutta l’aria di essere lungo.

La tipa accanto al guidatore inizia ad accarezzarmi. Io cerco di darmi un tono il più possibile, devono pensare che sia un duro, di solito si ottiene più rispetto. Resisto, resisto finchè lei non inizia a grattarmi la fossetta in mezzo agli occhi a quel punto non mi tengo più, mi cade la testa, chiudo gli occhi e mi lascio coccolare. Visto che ci sono le do anche un po’ di bacetti. Il viaggio continua e arriviamo in una città piena di strade, persone e palazzi. Mi guardo intorno un po’ stranito, ma quei due continuano ad accarezzarmi e a starmi intorno, alla fine non è male. Arriviamo in un posto, secondo me è la loro cuccia, ma molto più grande della mia. Mi sdraio al fresco e mi metto a dormire.

Da quel momento sono rimasto nella loro cuccia, ho anche superato le mie timidezze e adesso ho tanti nuovi amichetti. Ce n’è una che sembra come me, ha la stessa coda pelosa, le zampe a cui rimangono sempre impigliate le foglie secche e il pelo bianco tutto picchiettato di nero. Ci facciamo un sacco di corse insieme ma poi alle volte lei si mette sulle sue e non vuole più giocare con me. La tipa con cui abito mi dice cose strane, che devo ancora conoscere le femmine, non ho capito bene, che sono ancora piccolo…mah, staremo a vedere…

Nella mia nuova cuccia mi trovo proprio bene, soprattutto quando i due tipi che abitano con me finalmente mi danno retta e si mettono vicino riempiendomi di baci e di carezze. In quei momenti mi sembra di essere così felice da avere voglia di cantare! E’ brutto quando rimango da solo, i pochi minuti in cui succede mi sembrano ore. Piango forte, più forte che posso così magari mi sentono e tornano nella cuccia con me. Piango forte perchè ho paura che mi risucceda qualcosa di cui ho un ricordo confuso, ma che mi pare sia capitata proprio a me. Non voglio più rimanere solo, ma i due tipi con cui abito lo sanno bene…

Artù

artù, setter inglese tricolore

If anything can go wrong, it willQuesta è una legge di Murphy all’impronta, alla quale ho deciso di dedicare un post apposito vista la drammatica frequenza con cui questa alchimia si presenta. Purtroppo la maggior parte delle persone ha a che fare con una scatola di medicinali, non foss’altro per ricorrere al salvami-la-vita-dopo-un’atroce-bevuta (l’aspirina)…

Dicevo quindi, avendo tutti noi abbiamo a che fare con le medicine e quindi con le “di loro scatole”. Vengo subito al dunque: OGNI volta, dico ogni volta, che si apre una scatola di medicinali lo si fa dal lato del foglietto illustrativo.

A quel punto le possibilità sono due:

1 – richiudere la scatola e aprire l’altro lato (ma tanto oramai il lato incriminato non è più intonso e quindi ci si ricadrà tutte le sante volte, da qui ad infinito)…

2 – visto che lo si ha tra le mani, APRIRE il foglietto illustrativo del farmaco e correre a leggere gli effetti indesiderati (che puntualmente si manifestano tutti, salvo poi scomparire appena passata la suggestione) e poi avventurarsi nella meravigliosa avventura del “riusciranno i nostri eroi a ripiegare il foglietto di cui sopra senza ricorrere all’aiuto di un ingegnere”?

E visto che di Leggi di Murphy si tratta…l’esito è scontato…!

Sex and the City The Movie
Ieri sono andata a vedere Sex and the City. Gli elementi c’erano tutti: giornata stressante (grazie anche alla simpatica presenza di Mr. Bush a Roma, che mi ha fatto stare in macchina 3 ore per uno spostamento di qualche chilometro), 2 amiche e tanta voglia di distrarsi un po’. Si spengono le luci in sala e si parte. Alcuni punti di riferimento ce li teniamo stretti: i capelli rossi di Miranda, lo sguardo da cerbiatta di Charlotte, i famelici interessi di Samantha, le Manolo Blahnik di Carrie e il suo fidato Mac.

Il film già dall’inizio tradisce alcune delle caratteristiche costanti delle 6 stagioni della serie: diminuiscono i pranzi tra le ragazze e i drink nei locali più trendy di Manhattan, scompaiono del tutto le rubriche di Carrie e i discorsi disincantati e spesso caustici delle 4 single più note di New York sugli uomini. Il tutto per far posto a un’atmosfera serena di tante storie a lieto fine, tante case meravigliose e tanti, tanti soldi.

Insomma, la sindrome da “Mulino Bianco” ha colpito anche qui.

E per noi che alla fine ci districhiamo tra le normali difficoltà di una vita fatta di inconvenienti, nervosismi, bugie e fiducia mal riposta, di certo non ci fa pensare che un matrimonio con un vestito di Vivienne Westwood alla fine potrebbe capitare anche a noi…
Preferisco la rassicurante cellulite di Bridget Jones.

…ove per poco il cor non si spaura.

…fiu…

Il ricordo di ogni viaggio è ancora più vivo se tra le foto ci sono anche quelle delle facce che abbiamo incontrato. Un viso può testimoniare l’aria, i luoghi, gli odori di un posto molto più di un panorama. E cosi Mike Mike, un fotografo sudafricano ha dato vita ad un progetto partecipativo molto interessante.

Si chiama The Face of Tomorrow e si poggia sull’idea di voler identificare le città del mondo dalla rappresentazione di un volto tipico. Frutto della globalizzazione, delle fusioni tra diverse culture e atmosfere, ogni faccia è la sintesi delle diverse testimonianze di una città, attraverso l’elaborazione digitale. 100 foto per un viso. Un morphing etnico e culturale che dà come espressione finale il risultato di generazioni e origini diverse.

Prendiamo Amsterdam, ad esempio. L’idea è di tante persone dalla pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Invece il risultato, differenziato per uomini e donne, è sorprendente: pelle olivastra e occhi castani. Un esempio visivo, e forse per questo ancora più efficace, della potenza della globalizzazione.

The Face of Tomorrow

ottotipo_oculistaProbabilmente non ho ancora raccontato la storia dei miei occhi, e forse è bene continuare a tacerla.

Oggi sono stata per sette ore senza occhiali, tentando di lavorare al computer, uscendone mestamente con un mal di testa.

Quando mi sono trascinata dall’ottico e li ho indossati…per quanto ci vedevo bene mi è girata la testa!

Poi uno dice: “avessi i tuoi occhi…”. Te li do volentieri. Te li presto per sette ore e poi vedi come ti gira la testa!

A costo di sembrare ripetitiva – del resto questo è il mio blog, quindi direi che posso scriverci un po’ quello che mi pare a me… –
…dicevo: a costo di essere ripetitiva, vorrei tornare sull’importante questione della liberazione della scimmia.

Libera la scimmia è una spinta a vedere le cose in modo diverso e creativo. Ad andare oltre. E così rispondo a BlisterProject con un altra potenziale segnalazione di principio di liberazione di scimmia…