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Ma ‘sto feisbuc, alla fine…

Facebook Party RomaIeri ho fatto la ggiovane e sono andata al Facebook Party.
Ci sono andata in motorino, che fa ancora più gggiovane. Ho fatto la fila assieme a tante persone che su indicazione degli organizzatori accendevano il bluetooth del loro telefonino in attesa di una qualche sorpresa.

C’era davvero un sacco di gggente…Tutti con lo sguardo in su, a cercare di incrociare quell’amico/conoscente aggiunto l’altro giorno. Quello che per tutte altre ragioni dalle tue, conosce tre dei tuoi amici su Facebook…fantastico!

E soprattutto tutti con lo sguardo trepidante, nella speranza di essere il primo tra i suoi amici, a rincontrare qualcuno…i romani si ingarellano spesso per queste cose!

Da quando sono tornata dalle vacanze, Facebook è diventato “una droga a fin di bene”, come ho letto su qualche articolo stamattina. E’ vero, verissimo. Io, per la verità, dall’alto dei miei millemila amici, non ho visto proprio nessuno. Ma ho osservato, e mi sono divertita.
Ah, un saluto particolare va alla coppia con i cappelli da cowboy nero per luil, bianco per lei! Impeccabili.

testata_books.jpgIl Web 2.0 come tutte le grandi rivoluzioni ha spesso cadute di tono o manifestazioni ridondanti di alcuni concetti chiave.

Personalmente trovo che Twitter sia una di queste. Perchè mai mi dovrebbe interessare di condividere con uno sconosciuto il fatto che si stiano andando a comprare dei mandarini o che si stia facendo la fila alla posta per pagare la bolletta del gasse?! E come Twitter ce ne sono tanti altri.

Il concetto di condivisione, però, trovo che sia stato applicato nel modo più creativo ed interessante da un ragazzo di Hong Kong che un giorno in libreria, dopo aver comprato un libro, chiese alla commessa di poter avere i nomi delle persone che avevano comprato il suo stesso libro. La ragazza gli disse di no e fu proprio quel NO a dare il via ad un progetto che a mio parere è uno dei frutti più belli del Web 2.0.

Questo frutto si chiama aNobii ed è un social network che ruota attorno alla gente che legge. Il nome deriva da Anobium punctatum, l’insetto conosciuto anche come bookworm, il “verme dei libri”, espressione usata nei paesi anglosassoni per indicare chi passa molto tempo sui libri.

Creandosi un account, ognuno potrà inserire i propri libri preferiti nella propria libreria virtuale, contrassegnando le letture come non ancora iniziate, in corso, terminate o abbandonate (capita, ah se capita!). Si può dare un voto ad ogni libro che è stato letto. E i lettori meno gelosi dei propri libri, possono anche scambiarli, venderli o prestarli. Insomma, una nuova forma di bookcrossing, solo sul Web, anzichè sulla panchina di un parco.

Il sito segnala le librerie che condividono con la nostra alcune letture e ci si può mettere in contatto con loro per scambiarsi opinioni, consigli, o libri, appunto.

Insomma, la vera condivisione. La condivisione di una passione. Dimmi cosa leggi…